Written by 8:55 Riflessioni, Risparmio personale

Il terzo tempo

C’è una notizia fornita dall’ISTAT che diamo per scontata e che ormai da più fronti continuiamo a sentire: stiamo vivendo molto più a lungo. In Italia la speranza di vita ha superato gli 83 anni e siamo tra i Paesi più longevi del mondo. “Il Paese invecchia“, “la piramide si rovescia“, tanti vecchi, troppi costi, poca sostenibilità e gli over 65 si avviano a sfiorare il 30% entro il 2030…

Tutto vero, tutto giusto: ma perché ne sentiamo parlare sempre e solo come un problema? Una longevità maggiore è prima di tutto un enorme successo del nostro stile di vita e della nostra medicina. Parlarne solo come un problema è un po’ come lamentarsi di aver vinto. Quei vent’anni in più di aspettativa sono un capitolo di vita in più — un terzo tempo che le generazioni prima di noi semplicemente non avevano. Un regalo, non un peso da portare.

Certo, vivere a lungo non significa automaticamente vivere bene. Ma il traguardo non deve solo essere aggiungere “anagraficamente” altri anni alla vita — quelli, in buona parte, sono arrivati. È aggiungere altra vita agli anni che verranno. Che cosa voglio che siano questi anni in più? Non perché serva un piano perfetto, ma perché quegli anni meritano un’idea, un desiderio, una direzione, esattamente come ne abbiamo avuti per quelli della nostra giovinezza.

È tempo in più che ci viene dato — un terzo tempo che bisogna, semplicemente, pianificare e godersi: la partita non è finita e se abbiamo pensato bene a come distribuire le nostre energie, ce la possiamo ancora giocare bene.

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