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Quando smettiamo di giocare

Oggettivamente, devo ammettere che lo sport Italiano, calcio a parte, sta sicuramente vivendo un momento di gloria che, almeno a memoria mia, non avevamo mai vissuto. Siamo sul tetto del mondo nel tennis, nella pallavolo maschile e femminile e nell’atletica leggera — solo per citare i successi più recenti, con risultati individuali e di squadra che vanno oltre il singolo titolo e dimostrano continuità e regolarità nel tempo. Il nostro inno compare frequentemente nelle premiazioni di Olimpiadi e Campionati Europei e del Mondo e molti dei nostri atleti sono conosciuti anche all’estero.

Stranamente però, i numeri dell’ISTAT, riferiti all’Italia e al 2024, dimostrano una tendenza diversa e quasi si pongono in contrasto: pratica sport il 37,5% degli italiani, oltre 21 milioni di persone. Ma uno su quattro, il 25%, smette presto e tra i giovani si smette molto presto: tra gli 11 e i 14 anni pratica sport il 75,6%; tra i 15 e i 17 anni la percentuale scende al 66%; tra i 18 e i 24 al 53%. Tra i 10 e i 24 anni smettono quasi uno su cinque — e le ragazze più dei ragazzi: il 21% contro il 15%.

E perché si smette? Tra i giovani le prime due ragioni sono la mancanza di tempo e la perdita di interesse, seguite dagli impegni scolastici e dalle difficoltà economiche; ma anche tra gli adulti sappiamo che il tempo non basta mai e credo anche per via dei primi acciacchi fisici che mettono potenzialmente a rischio il normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Viene da chiedersi se bastino i campioni. Le vittorie fanno crescere la popolarità di uno sport e un podio ci riempie di orgoglio; ma il successo dello sport Italiano e la pratica di tutti i giorni sono due storie diverse. E fare sport con regolarità, negli anni, non serve solo a divertirsi: i benefici vanno dal sonno al buonumore, dal cuore alle ossa.

Lo sport nasce da una passione e può continuare ad esserlo a tutte le età, perché il tempo che gli dedichiamo oggi ce lo restituisce, domani, in energia e autonomia. Forse non dobbiamo diventare campioni: ci basta trovare, a ogni età, un modo di giocare ancora.

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