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Dietro l’ostacolo non c’è il baratro

Anche quest’anno per molti ragazzi (e le loro famiglie) il mese di giugno coincide con il termine della scuola superiore e l’inevitabile ansia per l’esame di maturità. Tra pochi giorni infatti mezzo milione di studenti si siederà davanti al foglio della prima prova di quello che forse è il primo vero e grande esame di vita: quale tema uscirà, la prova di matematica, il voto sul tabellone, la scelta di proseguire con l’università oppure una svolta verso una carriera di lavoro.

Anch’io lo ricordo quel giugno afoso, la voglia di andare in vacanza e l’attesa per il sorteggio della lettera che avrebbe sancito il calendario dei turni dell’orale. Ma poi l’esame finisce, gli anni passano e ti accorgi che quasi nessuna delle scelte che a quell’età sembravano definitive lo era davvero. E lo stesso sarà per i maturandi di questo 2026: il lavoro che faranno forse non sarà quello per cui hanno studiato, la città dove pensano di restare per sempre magari la lasceranno a ventisei anni per andarsene chissà dove, forse anche all’estero, lontano da casa. Perché il futuro si riscrive in continuazione, con una calma che a diciannove anni io non avrei nemmeno sospettato.

Da ragazzo pensavo che il compito dei grandi, degli adulti, fosse indicare la strada. Adesso per i giovani e per i miei figli penso che sia un altro: stare accanto mentre la persona la sceglie da sé. Non decidere al posto suo, non risparmiargli l’errore, ma esserci. Fargli capire che c’è un ostacolo e che va superato, ma che dietro quell’ostacolo non c’è un baratro e che rifiutare di affrontarlo è peggio che provarci e non farcela.

È una cosa che vale per la Maturità e vale, identica, per tutte le decisioni grandi che continuiamo a prendere anche dopo, quando di esami a scuola non ne abbiamo più. Cambiano i fogli, cambia la posta in gioco, ma quella sensazione di essere soli davanti a una scelta che sembra irreversibile, quella no, non cambia mai. Ai ragazzi che in questi giorni hanno paura, invece, direi solo questo: è normale. E quasi niente è davvero per sempre come sembra adesso.

E comunque, in bocca al lupo. E godetevi la vacanza, dopo l’esame. Lunga e meritata.

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