Written by 9:59 Riflessioni

Il piano B non era un piano, era una persona

Alla fine di agosto, mentre quasi tutti eravamo ancora al mare o appena rientrati, l’Istat ha pubblicato le nuove previsioni sulla popolazione residente e sulle famiglie. Sono numeri che arrivano fino al 2080 — e già questo dovrebbe farti sorridere: nessuno di noi sa con certezza cosa farà giovedì prossimo, figurati nel 2080. Però dentro quelle tabelle c’è una cosa che riguarda il presente molto più di quanto sembri.

In breve, nel 2047 — mancano solo 21 anni, non è fantascienza — le coppie senza figli in Italia supereranno le coppie con figli. Nel 2050 il 42% delle famiglie italiane sarà composto da una persona sola: quattro su dieci, una persona, una casa, una vita. Sempre più famiglie, sempre più piccole.

Abbiamo già parlato del nostro paese che invecchia, ma il punto qui è un altro: noi abbiamo costruito tutto attorno a un modello di famiglia che davamo per scontato. Due genitori, uno o due figli, una casa che a un certo punto passa di mano. Le case sono progettate così, i mutui sono pensati così, il passaggio generazionale funziona così, persino le confezioni al supermercato sono tarate così. Quel modello, tra vent’anni, sarà una minoranza, sarà l’eccezione e non la regola.

Perché è importante? Perché culturalmente e socialmente, la famiglia, in Italia, è il nostro vero ammortizzatore. Se ti si rompe la caldaia a gennaio chiami tuo cugino, che conosce uno. Se ti operano, un parente viene a prenderti in ospedale. Se resti senza lavoro tre mesi, da qualche parte in famiglia c’è un divano e una tavola apparecchiata…

Quella rete adesso si restringe: un figlio unico ha zero fratelli con cui dividersi l’assistenza a due genitori. Una coppia senza figli non ha nessuno a cui passare la casa, ma soprattutto non ha nessuno che passi da casa. Chi vive solo a cinquant’anni, salvo imprevisti, vivrà solo anche a ottanta — e gli over 85, oggi il 4% della popolazione, saranno l’8% entro il 2080. Certo, le famiglie piccole hanno più libertà, più mobilità, meno obblighi impliciti. Ma una quantità enorme di decisioni che prima si ereditavano, adesso vanno prese in anticipo e da soli.

Ci penso spesso parlando con i miei Clienti, perché frasi come “mio figlio si trasferisce all’estero“, o “siamo io e mia sorella e lei abita a Milano“, oppure “non abbiamo figli e nessuna eredità da lasciare” sono all’ordine del giorno. Nessuno lo chiama declino demografico e nessuno arriva con il report dell’Istat sotto il braccio. Ma la realtà è questa ed è innegabile.

Credo che nei prossimi anni parecchie persone scopriranno, in un momento non scelto da loro, che il piano B su cui contavano non era un piano: era una persona. E le persone, a differenza dei piani, hanno una vita loro — che non sempre coincide con la tua nel momento in cui ti serve.

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