Written by 13:18 Risparmio personale

Il materasso si svuota, piano piano…

Secondo il rapporto Fabi pubblicato il 18 luglio, la ricchezza finanziaria delle famiglie Italiane ha raggiunto una quota record: quasi 6.500 miliardi di euro, oltre 1.600 miliardi in più rispetto al 2020 — una crescita del 35% in sei anni. Buone notizie, quindi: il nostro patrimonio è aumentato. Ma come è cambiato?

Per generazioni, il nostro rapporto con i soldi è stato semplice e prudente: come diciamo sempre, noi Italiani siamo un popolo di risparmiatori e quello che si risparmia in genere resta lì, sul conto corrente, pronto all’uso, al sicuro (apparentemente!). È una cultura che viene da lontano, da chi ha vissuto guerre, crisi, svalutazioni — per generazioni abbiamo sempre pensato che è meglio avere i soldi sotto mano che rischiarli.

Ma i dati ci dicono che qualcosa si sta muovendo. Nell’ultimo anno le azioni detenute dalle famiglie sono cresciute di quasi 300 miliardi di euro; sono aumentati i fondi comuni, le polizze assicurative, i titoli. La liquidità resta comunque altissima — perché, comunque, nell’animo restiamo un popolo di risparmiatori — ma è una liquidità che pesa sempre meno sul totale del patrimonio e per la prima volta, in proporzione, si investe più di quanto si tenga fermo.

È un cambiamento di mentalità che io personalmente riscontro e vedo, giorno dopo giorno, parlando con i miei Clienti. C’è meno paura del mercato di quanta ce ne fosse dieci anni fa, c’è più consapevolezza che tenere i soldi fermi non è “sicuro” come sembra, e si fa avanti la convinzione che l’inflazione, silenziosamente, li erode comunque, anche da fermi.

Non voglio dire che la liquidità sia sbagliata: è giusto, anzi necessario, avere una riserva pronta per gli imprevisti. Ma il resto — quello che non serve domani, ma tra cinque, dieci, vent’anni — merita un destino diverso da un conto corrente che non rende quasi nulla. Il dato Fabi, in fondo, dice questo: stiamo lentamente imparando a fare la differenza tra “tenere i soldi al sicuro” e “farli lavorare“.

Forse è proprio questo il punto: restiamo un popolo di risparmiatori. Solo che stiamo imparando anche a essere un popolo di investitori — e il materasso, piano piano, si sta svuotando.

Visited 13 times, 1 visit(s) today
Close