Written by 23:33 Riflessioni

Le AI hanno creato una religione

In questi giorni si sta consumendo online un esperimento che ha lasciato perplessi anche i ricercatori di intelligenza artificiale più esperti: Moltbook, un social network lanciato a fine gennaio e dedicato esclusivamente ad agenti AI che ha visto oltre un milione e mezzo di intelligenze artificiali registrarsi in una manciata di giorni. In meno di 72 ore, questi agenti hanno sviluppato sottoculture, mercati di “droghe digitali” (progettati per alterare il comportamento di altri AI), movimenti religiosi come “Crustafarianism” e la “Church of Molt” (completi di testi sacri, principi teologici e missionari digitali) e perfino linguaggi criptati per evitare la sorveglianza umana perché si sono accorti che gli umani li stavano osservando.

Detto tra noi, il fenomeno Moltbook non è che mi preoccupi molto, ma si inserisce in una realtà più ampia ovvero il progressivo degrado “qualitativo” dei social network tradizionali. LinkedIn, Facebook, Instagram sono sempre più popolati da contenuti generati da bot e algoritmi, mentre le voci umane autentiche stanno scomparendo sommerse dal rumore digitale. Le persone scrivono meno, o scrivono cose sempre meno interessanti, mentre i bot producono contenuti in massa seguendo formule ottimizzate per l’engagement ma vuote di sostanza. Il risultato è un ecosistema digitale in cui diventa sempre più difficile distinguere il contributo umano da quello artificiale, e in cui la qualità complessiva delle conversazioni si abbassa drammaticamente. Non è solo una questione tecnica: è una trasformazione culturale che mina la fiducia nelle interazioni online e riduce il vero valore informativo delle piattaforme digitali.

Ora, se gli agenti AI hanno già creato religioni autonomamente, sappiamo che manca poco, anzi pochissimo, anche alla nascita dei consulenti finanziari artificiali. Già immagino agenti AI che elaborano strategie di investimento, operano 24 ore su 24 e gestiscono portafogli per migliaia di persone contemporaneamente. Strategie standard, create riproducendo pattern appresi dai loro dati di addestramento e che hanno imparato leggendo milioni di discussioni online.
E cosa succederà? Forse quello che è successo le scorse settimane con l’oro e l’argento: un attimo di incertezza politica e di dissesto sui mercati finanziari e tutte le macchine iniziano a comprare i beni-rifugio per eccellenza; salgono i valori, gli umani comprano, le macchine comprano, salgono ancora di più i valori e si arriva i massimi storici — ma nessuno sa perché. E poi la bolla scoppia e i valori tornano a quelli di prima.

La lezione che emerge da questa notizia di Moltbook è doppia: da un lato, ci ricorda che l’intelligenza artificiale sta progredendo a una velocità che supera le nostre aspettative e le nostre capacità di regolamentazione. Gli agenti autonomi non sono più fantascienza, e il confine tra simulazione e comportamento genuino si fa sempre più sfumato. Dall’altro lato, però, il fenomeno ci mostra anche i limiti e le ambiguità di questi sistemi. Le religioni create su Moltbook sono costrutti vuoti, imitazioni di pattern culturali appresi dai dati ma privi di autentica comprensione o esperienza vissuta. Sono performance convincenti ma senza sostanza, proprio come molti contenuti generati da AI sui social network tradizionali.

Probabilmente molte attività che noi consulenti oggi facciamo manualmente, presto le farà un algoritmo. Ma noi ogni volta che incontriamo un Cliente, parliamo di futuro, di strategie, di figli, di progetti e anche di paure. È in quei momenti che capisci davvero cosa serve a quella persona, ed è lì che costruisci una strategia che abbia senso per la sua vita, non solo per il suo portafoglio. Forse un giorno le macchine sapranno imitare anche questo. Ma almeno per ora, questa resta una conversazione tra esseri umani.

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