Secondo un’indagine Facile.it/EMG, nel 2026 gli italiani prevedono di spendere in media 939 euro a testa solo per trasporti e alloggio delle vacanze estive. Sempre più persone scelgono di finanziare quella spesa con un prestito personale e solo nei primi cinque mesi di quest’anno sono già stati erogati circa 170 milioni di euro in prestiti dedicati alle ferie.
Capisco benissimo il meccanismo: si arriva a giugno ed iniziano i primi caldi (quest’anno poi non scherza!), dopo mesi di duro lavoro è anche normale che il riposo sia meritato, si prenota, si parte… e il conto arriva dopo, spalmato su qualche mese, quando ormai l’abbronzatura è già sparita. Il problema non è il debito in sé: un prestito, usato bene, è uno strumento come un altro e in fondo anche quando facciamo un leasing per acquistare l’auto, per fare un’analogia, dilazioniamo per non privarci della liquidità tutto in un colpo. Il problema è quando un prestito diventa l’unico modo che abbiamo per concederci qualcosa che sappiamo, con certezza, che ci serve ogni anno. Perché le vacanze non sono un imprevisto: sono dei giorni sicuri sul nostro calendario, come Pasqua e Natale. Sono una delle poche spese della vita che possiamo prevedere con dodici mesi di anticipo — eppure, come ci dicono i dati, moltissimi le affrontano come se fossero impreviste.
Certo, durante l’anno ci sono sempre delle (in genere costose e inaspettate) sorprese e negli ultimi anni il costo della vita, è innegabile, è aumentato. Ma se sappiamo che ad agosto spenderemo mille euro a testa, e forse anche di più, per andare in ferie, perché non iniziare a mettere via qualcosa già a gennaio? Non serve un piano finanziario complicato, basta un accantonamento automatico, anche piccolo, che nel tempo toglie quella spesa dalla lista delle urgenze e la mette in quella delle cose già pensate.
Questi 170 milioni di euro che ad oggi sono stati prestati per finanziare le vacanze, generando quindi degli interessi passivi che andranno ad appesantire ulteriormente chi li ha richiesti, sono il segno di una scarsa educazione finanziaria e un segnale di quanto la pianificazione finanziaria familiare resti ancora un tema poco affrontato. Il riposo dovrebbe essere una cosa che ci si è già guadagnata, mese dopo mese, senza nemmeno accorgersene e la vacanza migliore è quella che non porta pensieri quando si torna a casa.